mercoledì 7 settembre 2011

Ole su ordinaria violenza a persone e cose

Gli allievi P. T. F. C. G. e N. sono stati sorpresi a utilizzare il loro compagno D. come ariete per sfondare la porta dell’aula.

L. appicca fuoco alle gambe del compagno.

L’alunno S. durante l’ora di mensa ustiona gravemente il compagno L. con una forchetta arroventata.

M. in preda a una crisi isterica rovescia il cestino della spazzatura sopra una sua compagna.

L’alunno M. tenta di accecare S. con la corda della veneziana dopo aver constatato che la resistenza del cavo non è tale da consentire l’impiccagione del compagno.

L’alunno E. e l’alunno M. chiedono al compagno B. se il suo libro sappia volare. Alla risposta scherzosamente affermativa di quest’ultimo scagliano lo stampato giù dalla finestra che dà sulla strada. Dopo un volo di circa 5 metri, il libro si schianta contro un’auto parcheggiata e ne attiva la sirena dell’antifurto. Purtroppo per loro l’auto è del preside, dal quale li ho appena mandati a colloquio.

T. ha sputato sulla mia auto.

Dopo il suono della campanella, che segnala l’inizio della ricreazione, l’alunno D. per manifestare la sua gioia sbatte ripetutamente la sedia sul banco.

Un oggetto volante non identificato proveniente da non si sa dove e lanciato da non si sa chi colpisce in fronte A.

L’alunno I. è pericoloso per l’incolumità, anche fisica, della classe.

L’alunno M. dorme in classe con disprezzo. Quando viene svegliato, rovescia i banchi ed esce dall’aula.

C. entra in classe 20 minuti dopo l’inizio della lezione, si rotola sul pavimento, versa il tè sul libro del compagno, si lascia andare a turpiloqui e tenta di sedurre la docente.