giovedì 1 dicembre 2011

No vabbè... la tenerezza!!

1. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni)
2. Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l’artrite pure lui. (Rebecca, 8 anni)
3. L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)
4. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)
5. L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)
6. L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)
7. L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)
8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)
9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)
10. Non bisogna mai dire "Ti amo" se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone si dimenticano di tutto. (Jessica, 8 anni)


mercoledì 7 settembre 2011

Ole su ordinaria violenza a persone e cose

Gli allievi P. T. F. C. G. e N. sono stati sorpresi a utilizzare il loro compagno D. come ariete per sfondare la porta dell’aula.

L. appicca fuoco alle gambe del compagno.

L’alunno S. durante l’ora di mensa ustiona gravemente il compagno L. con una forchetta arroventata.

M. in preda a una crisi isterica rovescia il cestino della spazzatura sopra una sua compagna.

L’alunno M. tenta di accecare S. con la corda della veneziana dopo aver constatato che la resistenza del cavo non è tale da consentire l’impiccagione del compagno.

L’alunno E. e l’alunno M. chiedono al compagno B. se il suo libro sappia volare. Alla risposta scherzosamente affermativa di quest’ultimo scagliano lo stampato giù dalla finestra che dà sulla strada. Dopo un volo di circa 5 metri, il libro si schianta contro un’auto parcheggiata e ne attiva la sirena dell’antifurto. Purtroppo per loro l’auto è del preside, dal quale li ho appena mandati a colloquio.

T. ha sputato sulla mia auto.

Dopo il suono della campanella, che segnala l’inizio della ricreazione, l’alunno D. per manifestare la sua gioia sbatte ripetutamente la sedia sul banco.

Un oggetto volante non identificato proveniente da non si sa dove e lanciato da non si sa chi colpisce in fronte A.

L’alunno I. è pericoloso per l’incolumità, anche fisica, della classe.

L’alunno M. dorme in classe con disprezzo. Quando viene svegliato, rovescia i banchi ed esce dall’aula.

C. entra in classe 20 minuti dopo l’inizio della lezione, si rotola sul pavimento, versa il tè sul libro del compagno, si lascia andare a turpiloqui e tenta di sedurre la docente.

lunedì 22 agosto 2011

Ola n.11

D. e N. saltellano per la classe tenendosi per mano e sputandosi.

sabato 20 agosto 2011

Ole a sfondo parareligioso

C. corre per i corridoi urlando: "Dio mi insegue".

P. si butta per terra e comincia a recitare l’Ave Maria al contrario battendo piedi e mani.

L’alunno S. maledice me e la "inutile bastarda lingua che insegno".

Lo studente S. colpisce ripetutamente con il quaderno ad anelli E. alla testa, sostenendo che deve esorcizzarlo.

Gli alunni G. C. M. e A. giocano a poker in classe durante la lezione di fisica. Il sottoscritto se ne accorge quando C. lancia una bestemmia per festeggiare un full.

L’alunno D. dopo essersi totalmente scordato che nel giorno 25 ottobre era prevista una verifica di traduzione latina, alle ore 8,25 mentre i compagni svolgono regolarmente il compito apre la porta dell’aula, la richiude violentemente dopo una sonora bestemmia e credendo di non essere stato scorto dalla sottoscritta si allontana dall’edificio.

L’alunno M. incita i compagni a una crociata contro gli "infedeli" della classe accanto. Alle mie richieste di smetterla, mi risponde: "Dio lo vuole".

martedì 16 agosto 2011

"La filosofia in 32 favole", Ermanno Bencivenga

C’era una volta domani. Adesso nn c’è più. C’è un altro giorno che chiamano domani, ma domani nn c’è più. Domani è diventato ieri, o l’anno scorso, e così diventando nn è più lo stesso. E’ un pò come un bravo bambino che diventa un ladro polli: nn è più lui, ormai è un altro.
Domani era una bella giornata di sole. Ci si alzava presto al mattino e ci si sentiva pieni di energia. Si correva fuori, si facevano quattro salti nel prato, poi dentro ancora per una bella doccia e una buona colazione. Davanti al caffelatte fumante si parlava dei programmi della giornata: c’erano spese da fare dopo la scuola, amici da vedere e la sera una partita molto importante per televisione. Alla nostra squadra bastava pareggiare per andare in finale, così gli altri dovevano attaccare e attaccando si sarebbero scoperti..
Io ero affezionato a domani. Ogni tanto un giorno così ci vuole: mi mette di buon umore e il sorriso ti rimane dentro a lungo, come una fiamma che ci mette un pò a spegnersi. Adesso domani nn c’è più: è diventato ieri, o l’anno scorso. E nn è più lo stesso: quando domani è diventato ieri pioveva e nn si poteva andare fuori e nessuno aveva voglia di parlare e la nosta squadra ha perso 5 a zero. Gli altri dovevano attaccare e l’hanno fatto. Adesso c’è un altro giorno che chiamano domani, e qualcuno dice che questo giorno c’è il sole e si può andare fuori e la partita la vinciamo. E forse è vero, ma me nn interessa; anzi, nn so perchè lo chiamiamo domani. Domani nn c’è più: è diventato ieri, o l’anno scorso.

domenica 14 agosto 2011

Ole a sfondo animale

P. urla continuamente come le scimmie del Burundi.

La classe miagola insistentemente.

Z. urla in maniera animalesca alla mia affermazione che la letteratura greca può essere attuale.

L’alunno C. emette suoni non riconducibili al genere umano.

V. e C. liberano nei corridoi della scuola 64 rane.

L’alunno P. ha ammazzato una mosca con il foglio del compito in classe. In seguito a questo evento l’intera classe si è alzata in piedi e ha improvvisato una processione per rendere omaggio all’insetto ucciso. Al mio ordine di tornare immediatamente ai loro posti, mi è stato obiettato di non avere sensibilità nei confronti dei morti.

Gli alunni della IIIA si rifiutano di svolgere il tema nell’aula di competenza, in quanto nella notte un gatto è morto sotto la finestra e ora puzza.

Una specie di 8 Marzo :)

Ma come fanno le donne ad essere così fragili eppure così forti? Di quanti strati è composta la loro personalità? Quale segreto nascondono nel fondo dell’anima? Lo sanno loro, almeno… lo sanno?
Io credo di no, altrimenti non si porterebbero dietro quel sottile disagio esistenziale, quell’impalpabile senso di inadeguatezza che le rende così misteriose e vulerabili, così sensibili e complicate, così imprevedibili. Vivi con un uomo per qualche giorno e lo conosci per tutta la vita. Una donna, invece, puoi passarci una vita e un giorno ti sorprenderà, e forse sorprenderà anche se stessa.

"Dove sono gli uomini?" Riprese dopo un pò il Piccolo Principe. "Si è un pò soli nel deserto…". "Si è soli anche con gli uomini", disse il serpente.

Il Piccolo Principe attraversò il deserto e non incontrò che un fiore. Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente…

"Dove sono gli uomini?" domandò gentilmente il Piccolo Principe.

Un giorno il piccolo fiore aveva visto passare una carovana:

"Gli uomini? Ne esistono, credo, 6 o 7. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qua e là. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto".